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Dallo scorso 14 maggio 2018 l'Inail ha esteso ai datori di lavoro non provvisti di posizione assicurativa territoriale l'obbligo di avvalersi del servizio telematico "Registro di esposizione" per trasmettere i dati relativi ai lavoratori esposti ad agenti cancerogeni e mutageni. Nel registro devono essere riportati gli agenti utilizzati, i lavoratori esposti, l’attività svolta dal dipendente e il valore dell’esposizione in termini di intensità, frequenza e durata (circolare INAIL 15 maggio 2018, n. 22).

Entro il 31 maggio le aziende possono presentare domanda all'Inps per il differimento del termine per gli adempimenti contributivi che ricadrebbero nel periodo di chiusura feriale collettiva. Si tratta di un adempimento diverso dal normale differimento dei termini di tutti i versamenti che si devono effettuare con i modelli F24 con scadenza tra il giorno 1 ed il giorno 20 di agosto. Questo differimento comprende anche i contributi previdenziali ed assistenziali, mentre i termini di trasmissione delle denunce contributive Uniemens, rimane confermato all’ultimo giorno del mese. Per usufruire dello sfasamento temporale al mese successivo, entro il 31 maggio 2018 le aziende interessante dovranno presentare all’Ente apposita istanza telematica, tramite il portale Inps area DiResCo, compilando il “modulo 445 – Richiesta differimento termine adempimenti contributivi per ferie collettive”.

L’armonizzazione alla privacy europea attenderà l’esame, da parte delle commissioni speciali di camera e senato, dello schema decreto legislativo di coordinamento al Regolamento UE. La delega in origine sarebbe decaduta il 21 maggio 2018, ma per effetto di ritardi accumulatosi, ai sensi dell'articolo 31 della legge 234/2012, la delega è stata prorogata al 21 agosto 2018.

Giovedì, 24 Maggio 2018 10:24

Modello 770/2018: online i software

È online, sul sito dell’Agenzia delle entrate, il software per compilare e controllare il 770/2018. Il software di compilazione permette la creazione del file da inviare telematicamente, mentre le procedure di controllo consentono di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le eventuali anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

Per chi ha concluso i lavori prima del 30 marzo 2018, il termine dei 90 giorni, previsto per la trasmissione all’Enea della documentazione necessaria per poter usufruire della detrazione Irpef, decorre a partire dalla stessa data. È quanto si legge sul sito dell’Enea. Lo slittamento del termine è dovuto al fatto che il portale d’invio “Finanziaria 2018”, attraverso cui trasmettere i dati, è attivo proprio dallo scorso 30 marzo. Pertanto, “considerando che l’indisponibilità del sito costituisce causa di forza maggiore”, il termine dei 90 giorni “decorre dal 30 marzo 2018”.

Il ministero dell’Economia e delle finanze ha avviato una procedura pubblica di consultazione nazionale sulle proposte della Commissione Ue per la tassazione dell’economia digitale. Fino al 22 giugno cittadini, professionisti, associazioni e università potranno inviare osservazioni e commenti sul pacchetto di misure elaborato dalla Commissione Ue.

Con la determinazione n. 54088/RU, firmata dall’Agenzia delle dogane, di concerto con l’Agenzia delle entrate, sono state definite le regole operative per la fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1° settembre, per il tax free shopping.

Mercoledì, 23 Maggio 2018 10:45

Acconto Imu 2018

Il 18 giugno scade il termine di versamento dell’acconto IMU 2018. Si calcola a tutte le fattispecie in cui non trova applicazione una causa di esenzione dall’imposta; si considerano le aliquote e le detrazioni deliberate nel 2017; ove il Comune abbia già deliberato le aliquote IMU per il 2018, il contribuente può (facoltà) farvi riferimento per il pagamento dell’acconto. Tra le novità si ricordano: il blocco dell’aumento del carico impositivo rispetto al 2015, salvo Comuni fusi o in dissesto finanziario; l’aggiornamento dei coefficienti da utilizzare per gli immobili accatastati/accatastabili categoria D, privi di rendita catastale, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.

Il nuovo Regolamento GDPR, che enterà in vigore il 25 maggio 2018, modifica in modo sostanziale l’apparato sanzionatorio. Sono prevede due tipologie di sanzioni amministrative: sanzione pecuniaria fino a 10 milioni di euro o, per le imprese, fino al 2% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore per il caso di violazione delle seguenti disposizioni: obblighi del titolare del trattamento e del responsabile del trattamento a norma degli articoli 8, 11, da 25 a 39, 42 e 43; obblighi dell’organismo di certificazione a norma degli articoli 42 e 43; obblighi dell’organismo di controllo a norma dell’articolo 41, paragrafo 4. Sanzione pecuniaria fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore per il caso di violazione delle seguenti disposizioni: principi di base del trattamento, comprese le condizioni relative al consenso, a norma degli articoli 5, 6, 7 e 9; diritti degli interessati a norma degli articoli da 12 a 22; trasferimenti di dati personali a un destinatario in un paese terzo o un’organizzazione internazionale a norma degli articoli da 44 a 49; qualsiasi obbligo ai sensi delle legislazioni degli Stati membri adottate a norma del capo IX; inosservanza di un ordine, di una limitazione provvisoria o definitiva di trattamento o di un ordine di sospensione dei flussi di dati dell’autorità di controllo ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 2, o il negato accesso in violazione dell’articolo 58, paragrafo 1. Inoltre, la sanzione fino a 20.000.000 di euro o al 4% del fatturato si applica all’inosservanza di un ordine delle Autorità garanti. Le sanzioni penali saranno, invece, previste dai singoli Stati UE.

L'Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti nella circolare n. 11/E del 18 maggio, in seguito alle modifiche normative introdotte dall’ultima legge di bilancio 2018 alla disciplina dell’agevolazione prevista dall'articolo 14, Dl 63/2013. La cessione del credito corrispondente alla detrazione per le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici si può reiterare solo una volta. La possibilità di cedere il credito riguarda teoricamente tutti i beneficiari della detrazione, anche se non tenuti al versamento dell’imposta, cioè tutti coloro che sostengono le spese, compresi quelli che non potrebbero fruire della detrazione perché la loro imposta lorda è assorbita da altre detrazioni o non è dovuta. I comportamenti non conformi ai chiarimenti in esame come, ad esempio, la cessione del credito ad altri soggetti privati non collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione, messi in atto prima della pubblicazione della circolare, non saranno sanzionati.

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